
In mezzo scorre il fiume
Un film delicato e contemplativo, più interessato ai ricordi, ai legami familiari e al passare del tempo che a una vera progressione narrativa.
In mezzo scorre il fiume mi è piaciuto, anche se senza entusiasmarmi fino in fondo. Ha un inizio molto bello e diversi passaggi riusciti, soprattutto quando il film riesce a trasformare la pesca e il paesaggio del Montana in qualcosa di più simbolico: un modo per parlare della famiglia, delle differenze tra due fratelli e di tutto ciò che spesso rimane non detto. Robert Redford dirige con grande eleganza e il film è visivamente notevole, ma il ritmo è volutamente molto tranquillo. In alcuni momenti questa lentezza funziona e contribuisce al tono malinconico del racconto; in altri, invece, l’ho percepita un po’ troppo e il coinvolgimento tende a calare. Resta comunque un film sincero e ben realizzato, con un giovane Brad Pitt particolarmente adatto al ruolo di Paul. Più che la trama in sé, mi sono rimasti soprattutto alcune immagini, il rapporto tra i personaggi e quella sensazione costante di nostalgia che accompagna tutta la storia.
Descrizione dettagliata · allerta spoiler
Mi è piaciuto, ma il mio voto reale probabilmente starebbe tra il 6,5 e il 7. È un film bello, delicato e realizzato con grande cura, con alcuni momenti davvero riusciti e una componente visiva molto forte. Allo stesso tempo, però, non l’ho trovato particolarmente sorprendente e in alcuni tratti la lentezza si fa sentire. Il suo fascino sta più nell’atmosfera e nella malinconia che nella forza narrativa. Lo consiglierei a chi ama i drammi familiari contemplativi e i film che lavorano più sulle emozioni e sui ricordi che sugli eventi. Non è un film che mi abbia travolto, ma è uno di quelli che lasciano qualche immagine e qualche sensazione piacevole anche dopo la visione.
La tua scena: vota.
Accedi per votare, commentare e suggerire un film.
AccediRispetta le persone. Contesta le opinioni. Segnala sempre gli spoiler.
La conversazione deve ancora cominciare.
