
The Brutalist
MADDA VEDEREUn’opera monumentale per durata, ambizione e intensità, capace di trasformare la storia di un architetto immigrato in un grande racconto su arte, potere, identità e compromesso.
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The Brutalist mi ha colpito moltissimo. Nonostante le oltre tre ore e mezza di durata, l’ho trovato sorprendentemente scorrevole, anche grazie alla scelta di dividerlo nettamente in due parti con una vera pausa a metà. Non mi è sembrato un espediente per rendere più sopportabile la lunghezza, ma una soluzione coerente con la struttura stessa del film: quasi due capitoli distinti della stessa grande storia. La cosa che più funziona, però, è l’intensità. Brady Corbet costruisce un film enorme senza perdere di vista i personaggi, e riesce a rendere credibile tanto il percorso umano di László Tóth quanto il rapporto sempre più complesso tra talento artistico, successo, dipendenza economica e potere. La critica ha sottolineato molto proprio questa ambizione: RogerEbert.com lo ha definito un’opera capace di intrecciare immigrazione, capitalismo, architettura, classe e identità senza ridurli a semplici tesi. Adrien Brody è straordinario. Per me è il cuore assoluto del film: riesce a rendere László orgoglioso, fragile, ossessivo e profondamente segnato dal proprio passato senza mai semplificarlo. Anche la critica è stata quasi unanime su questo punto, arrivando a considerare la sua una delle interpretazioni migliori della carriera.
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Mi è piaciuto tantissimo. È lungo, ma personalmente non ho percepito la durata come un vero limite: la storia rimane coinvolgente, i personaggi sono costruiti con grande attenzione e la pausa centrale rende l’esperienza molto più naturale. La parte che ho apprezzato maggiormente è l’unione tra una storia molto intima e una dimensione quasi epica. The Brutalist parla contemporaneamente di un uomo, di un matrimonio, di arte e di una certa idea dell’America, senza che una componente soffochi completamente le altre. Il mio 9/10 è pienamente coerente anche con l’accoglienza critica: Rotten Tomatoes registra il 93% di recensioni positive, con particolare apprezzamento per la struttura e per l’interpretazione di Brody, mentre The Guardian lo ha definito un risultato monumentale. Lo consiglio decisamente, soprattutto a chi apprezza i grandi drammi d’autore e i film che si prendono il tempo necessario per costruire davvero personaggi, temi e atmosfera. Per me è uno di quei casi in cui la durata non rappresenta un difetto, ma fa parte dell’ambizione stessa del film.
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Adrien BrodyLászló Tóth
Felicity JonesErzsébet Tóth
Guy PearceHarrison Lee Van Buren Sr
Joe AlwynHarry Lee
Raffey CassidyZsófia
Stacy MartinMaggie Lee
Isaach de BankoléGordon
Alessandro NivolaAttila
Ariane LabedOlder Zsófia
Michael EppJim Simpson
Emma LairdAudrey
Jonathan HydeLeslie Woodrow